Lunedì, Aprile 24, 2017

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FUKUSHIMA ANNO VI: LA MENZOGNA SENZA FINE

Questa nota nasce con la determinazione di fare chiarezza circa gli avvenimenti di Fukushima per rimuovere i dubbi e la disinformazione nati al riguardo. Per correttezza di informazione ripeteremo alcuni accadimenti dell’11 marzo 2011 noti ai più per completare le conoscenze di chi ne ignora alcuni avvenimenti. Anche se molto lunga e con numerosi allegati da comprendere, siamo sicuri della Vostra attenzione e completa lettura.

A cura di F. Arnò (con la collaborazione dello staff di Atomi per la Pace)

Marzo 2017

 

Fukushima 6 anni dopo, ovvero: quando la menzogna non conosce fine Avremmo preferito fermarci e riflettere l’imprevedibilità e potenza della Natura, ricordare le vittime del sisma e del maremoto, che l’11 marzo 2011 alle 14.46 di Tokyo, le 5.46 AM UTC, colpì la regione di Tohoku.

Secondo gli scienziati dell'US Geological Survey (USGS) il terremoto di magnitudo 9,0 che ha colpito il Giappone [1][2] liberando un’energia pari a 1.9E17 Joule [3][4]: è uno dei più grandi terremoti che sia stato mai registrato e il più grande terremoto strumentalmente registrato che abbia mai colpito il Giappone [5].

L’evento, generato dallo slittamento, improvviso, per decine di metri della zona di faglia del Pacifico, per un’estensione di circa 400 km, una larghezza di 150 km ed un sollevamento fino a 9 metri, ha causato lo spostamento di 2.4 metri dell'isola principale del Giappone, Honshu, interessando direttamente:

  • Tokyo
    • Hiroshima
    • Nagoya
    • Kobe
    • Kawasaki
    • Kyoto
    • Nara
    • Osaka
    • Sendai
    • Yokohama

      Circa 10 minuti dopo l’evento tellurico, ed entro i primi 20 minuti, una serie di onde di maremoto il cui fronte raggiunge un’estensione di circa 180 km con un’altezza fino a 12 metri (30 ÷ 40 ft), colpisce le coste giapponesi: Miyagi, Fukushima, Chiba, Iwate, Ibaraki, Saitama, Tochigi, Nigata e Aomori vengono devastate [7], penetrando l’entroterra per almeno 10 km.

  https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=NSBjEvPH2j4

Valori dell'onda di maremoto osservati in Giappone

 

Il bilancio finale è drammatico: 15893 morti, 2556 dispersi, 6152 feriti, per 12143 (92,4%) la morte è sopraggiunta per annegamento, 578 per effetto dei crolli e 148 per le ustioni. 121739 edifici totalmente distrutti, 279088 edifici danneggiati irrimediabilmente [8], con un impatto economico di, almeno, 210 miliardi di dollari [9][10].

Purtroppo, nonostante da subito fu evidente quale fosse il vero dramma del Giappone, l’attenzione dei più, allora come oggi, si spostò e resta concentrata sulla centrale nucleare “Dai-ichi” sita nella Prefettura di Fukushima; ogni anno l’11 marzo non si ricordano le morti e la distruzione provocati da un evento naturale, ma l’incidente nucleare conseguenza di quell’evento e che nessuna grave conseguenza ha generato, genera, genererà, alla popolazione come al Giappone.