Lunedì, Dicembre 10, 2018

Prospettive Reali per un Utilizzo su Larga Scala dell’Energia Fotovoltaica

Chi è abilitato a fare manutenzione

La manutenzione deve essere svolta esclusivamente da personale qualificato e autorizzato visto che richiede nozioni specifiche e presenta rischi diversi rispetto ad un normale impianto elettrico in bassa tensione.

Per esempio, durante il giorno l’impianto ha sempre molte parti sotto tensione, sia col sole sia in caso di giornata nuvolosa (luce diffusa); non c’è molta differenza nella tensione a vuoto su un modulo rispetto alla radiazione luminosa incidente sulla superficie.

Per questo, non c’è altro modo per non avere tensione su un modulo o una serie di moduli collegati, se non coprendo gli stessi completamente con un telo per esempio.

Ovviamente, stiamo parlando di corrente continua, quindi molto pericolosa, un eventuale arco elettrico generato da una manovra errata può immediatamente causare un incendio.

Contrariamente al senso comune, una manovra sbagliata e potenzialmente pericolosa è quella di staccare un portafusibili posto a protezione della stringa di moduli sotto carico e conseguente incendio nel quadro di campo.

Prima di poter aprire un quadro, una protezione o una connessione per ispezionarla o riparare un qualsiasi componente, bisogna eseguire delle manovre non certo a conoscenza della maggioranza della gente (occorrono necessariamente dei tecnici qualificati).

Dunque è sempre necessario prestare la massima attenzione quando si opera su ogni genere di impianto, compreso un impianto fotovoltaico.

La regola sempre presente e non derogabile è che negli impianti soggetti al D.M. 37/08, la manutenzione deve essere svolta da imprese abilitate ai sensi del decreto stesso.

Aggiungiamo anche, sempre come obbligo, di effettuare un controllo dell'interfaccia con la rete di distribuzione dell’energia.

Lo ha stabilito l’autorità competente, con una direttiva che si aggiunge a quanto già previsto dalle norme CEI 0-16 e CEI 0-21.

Molti sono convinti di non dover effettuare alcun tipo di manutenzione al proprio impianto fotovoltaico, tranne al massimo la pulizia periodica dei pannelli e la sostituzione dell’inverter una volta ogni dieci anni circa. Non è così, e lo si chiarisce con la delibera 786/2016 che recita:

definisce le tempistiche per l'entrata in vigore delle disposizioni della norma CEI 0-21 per gli impianti di produzione in bassa tensione oltre a definire l'effettuazione delle verifiche periodiche dei sistemi di protezione interfaccia ai sensi della variante 2 alla Norma CEI 0-16 e nuova edizione della Norma CEI 0-21.

Non osservare queste norme Europee comporta la perdita degli incentivi (in caso se ne benefici) arrivando anche al distacco dalla rete di distribuzione.

Il controllo ha come scopo principale la verifica del corretto funzionamento dell’inverter, per evitare immissioni nella rete di tensioni o frequenze non conformi e/o pericolose.

Per gli impianti sotto i 6 kW il controllo può essere effettuato tramite test di diagnostica, ovviamente e come al solito, esclusivamente da personale specializzato e autorizzato.

Per tutti gli impianti realizzati tra gennaio 2010 e giugno 2012 entro il 31 dicembre 2017 è “obbligatorio” mentre per quelli dal luglio 2012 al luglio 2016 la data di scadenza è il 31 marzo 2018.

Dal 1 agosto 2016 in poi entro la fine del 2021. Successivamente, ogni 5 anni tale verifica va ripetuta obbligatoriamente. Nota a margine... la norma non obbliga nessuno ad avvisare nessun altro, quindi sarà il gestore impianto a doversi informare ed adoperare per ottemperare all'obbligo.

Un impianto fotovoltaico ha molte parti installate in posizioni non facilmente accessibili, ad esempio moduli e protezioni sul tetto di casa.

Per accedervi un operatore qualificato ed autorizzato deve necessariamente e aggiungo anche giustamente, sottostare alle vigenti norme ed indicazione sui DPI (Dispositivi Protezione Individuali) o DPC (Dispositivi Protezione Collettivi) per esempio.

Sopra un tetto non si va senza cinture di sicurezza o linee salvavita (entrambe obbligatorie tra parentesi) giusto per citare un DPI ed un DPC.

Lo stesso impianto, si compone di varie apparecchiature le quali hanno in ogni caso una propria vita manutentiva e degli obblighi di ispezione indicati dal costruttore, generalmente non superiori ad un anno.

Un inverter per esempio (le cui schede tecniche dovrebbero essere fornite nel libretto di impianto) ha delle operazioni di pulizia filtri e ventole raffreddamento con scadenza periodica, operazioni che non vanno certo eseguite sotto tensione e da personale non qualificato e autorizzato.

Se poi vogliamo considerare anche un impianto del tipo “Stand Alone”, le cose si complicano in quanto vengono aggiunti componenti che a loro volta necessitano di attenzioni particolari e manutenzione (accumulatori e regolatori di carica) indicata sempre dal costruttore.

Tengo a ricordare che certe operazioni indicate dal costruttore e dall’installatore, non sono derogabili, né in Italia né all’estero!

La non osservazione delle indicazioni sopra descritte, oltre a non essere permessa (non mi stancherò mai di ripeterlo) porta inevitabilmente alla decadenza della garanzia oltre che alla non remota possibilità di dover rispondere in proprio (nessuna assicurazione tutela gli imbecilli) dei danni o infortuni causati o imputabili alla negligente conduzione di un impianto di qualunque natura!

Provate a convincere un’assicurazione a risarcire voi o il vostro vicino per un incendio sul vostro impianto fotovoltaico ad esempio, dove semplicemente non potete dimostrare di aver fatto una manutenzione periodica…

Pensate solo a cosa potete dire a vostra discolpa (siete voi proprietari i gestori e responsabili degli impianti) davanti ad un giudice in caso di lesioni più o meno gravi imputabili direttamente o meno al vostro impianto nel caso sopra indicato…

Fa riflettere il fatto che in Italia, la mancanza di controllo su alcune operazioni previste dalla legge (che dice cosa fare) ed indicate dalle norme (che indicano come farlo) faccia pensare la gente che dette operazioni si possano allegramente disattendere…

Un po’ come dire che, siccome non ho controlli e multe sul fatto che io usi o meno il casco in motocicletta, anche se esso è previsto come obbligo io posso tranquillamente non acquistarlo, utilizzarlo o posso usare caschi non omologati, ecc.

Gli impianti devono essere certificati, rispondere a certe caratteristiche ed essere omologati, cosi come ogni loro componente.

Questo non a caso: tutti questi obblighi, divieti ed indicazioni sono frutto di studi derivati da problematiche e incidenti avvenuti nel tempo. Situazioni che hanno portato via via a obbligare e omologare per esempio l’uso di una cintura di sicurezza o di una calzatura adatta.

Ogni legge o norma, implica lo studio di danni e lesioni, più o meno gravi, accadute nel tempo, situazioni che hanno di fatto generato l’obbligo stesso appunto per ridurre al minimo la possibilità di incidente!

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