Lunedì, Dicembre 10, 2018

Prospettive Reali per un Utilizzo su Larga Scala dell’Energia Fotovoltaica - Pagina 7

I rischi (poco conosciuti) connessi ad una installazione fotovoltaica

Forse non tutti sanno che gli impianti fotovoltaici sono soggetti a seri rischi di incendio: nel 2011 gli interventi dei vigili del fuoco su impianti di questo tipo sono stati ben 298 [12], mentre nel 2016 sono stati 375 [13]. A essere colpiti sono state abitazioni, fabbriche, industrie, campi e allevamenti. Gli impianti fotovoltaici sono impianti di generazione di potenza a tutti gli effetti: per tale motivo una puntuale e attenta manutenzione degli stessi assume una importanza decisiva. Ovviamente la manutenzione ha un costo, che talora i proprietari (ed in qualche caso anche gli installatori) tendono a sottovalutare, evitando di installare quei componenti che avrebbero garantito maggiore sicurezza ma che non erano prescritti per legge. I proprietari dovrebbero venire adeguatamente istruiti sui pericoli e sui rimedi, cosa che non sempre accade: si riportano casi in cui l’incendio del modulo ha avuto luogo perché non si è proceduto con una adeguata pulizia di foglie e sporcizia, anche se la causa più frequente pare sia dovuta alle connessioni allentate (le viti andrebbero periodicamente serrate per evitare che da lì scocchino scintille) [14]. Gli esperti raccomandano quindi perlomeno un controllo accurato all’anno, da effettuare visivamente e con tecniche termografiche: l’esame deve essere fatto da personale competente e può risultare costoso, ma risulta indispensabile. L’innesco di un incendio può avvenire comunque in vari modi: fenomeni di “hot spot” (se due stringhe parallele di celle non sono soggette alla stessa tensione ai capi, la corrente che si genera può provocare un surriscaldamento localizzato chiamato “hot spot”), magari per errata manutenzione, perdita di isolamento con conseguente formazione di arco elettrico fra celle (che può durare anche diversi minuti ed arrivare a forare una lamiera zincata ed innescare un incendio dei materiali sottostanti), ecc. Bisogna poi considerare come la natura dei pannelli possa influenzare lo scenario incidentale in caso di incendio: quelli in silicio non danno particolari problemi, ma quelli all’arseniuro di gallio o al tellururo di cadmio possono rilasciare fumi tossici. Peraltro le operazioni di spegnimento degli incendi in questi casi possono non essere del tutto agevoli per le squadre di soccorso, considerando che i pannelli fotovoltaici continueranno ad essere in tensione e produrre energia fintantoché verranno colpiti dalla radiazione solare e che l’incendio che si sviluppa è di classe “E” e non si può usare acqua, bensì estintori a polvere o CO2. Un fatto da considerare con cura peraltro è che se non si fanno le dovute manutenzioni, le compagnie assicurative non pagano i danni: normalmente non si registrano danni a persone, ma i danni materiali possono essere piuttosto ingenti.


 

 

Fig. 13 – Esempi di incendi di pannelli fotovoltaici

Registrati o fai il Log-in per commentare questo articolo.