Lunedì, Dicembre 10, 2018

FUKUSHIMA ANNO VI: LA MENZOGNA SENZA FINE - Appendice A

Appendice A

E’ plausibile una dose di soglia per l’insorgenza del cancro, non è assolutamente plausibile una rispondenza diretta dose-cancro secondo la LNT; le evidenze smentiscono questa ipotesi. Per le radiazioni a basso trasferimento di energia, i dati sperimentali sugli animali mostrano l’assenza di effetti cancerogeni per irradiazione acuta a dosi < 100 mSv e per l’irradiazione cronica a dosi < 500 mSv. Tra gli esseri umani, non vi è alcuna evidenza di un effetto cancerogeno per l'irradiazione acuta a dosi inferiori a 100 mSv e per irradiazione prolungata a dosi inferiori a 500 mSv.” [31]

“Nel 5% delle abitazioni del Regno Unito le persone sono esposte a dosi superiori a 23,7 mSv/y, l'1% della popolazione riceve dosi superiori a 55,8 mSv/y. La dose più alta stimata di 320 mSv/y era in Cornovaglia. In India, a seconda dell'area, questi valori variano da 0.32 mSv/y a 76 mSv/y, con un valore medio di fondo di 3.8 mSv/y. In Brasile vi è certamente il cibo con il più elevato livello di radioattività: le noci brasiliane presentano una radioattività fino a 700 Bq/kg per la presenza di Bario e Radio nel terreno ove gli alberi affondano le loro radici. Così come le banane, per l’elevato contenuto di Potassio-40, presentano una radioattività superiore ai 100 Bq/kg. Il corpo umano stesso ha concentrazioni di Potassio-40 ed il processo omeostatico gestito dai reni provvede a mantenere costante questo livello, e nel trascorrere di un anno il contributo del Potassio è pari a 0.18 mSv/y.” [32]

“Uno studio preliminare è stato condotto sui 385103 abitanti del Kerala, esposti ad elevate radiazioni di fondo (HBR) pari a 70 mSv/y in media. Da questi, è stato selezionato un sotto-gruppo di 173067 residenti di età compresa tra 30 ed 84 anni, omogeneamente scelti tra una popolazione maschile e femminile. Sono stati osservati 69958 residenti per 10.5 anni ed individuati 1.379 casi di cancro, tra questi, 30 casi di leucemia. Sono, quindi, stati suddivisi per posizione geografica, sesso, abitudini personali (fumo, alimentazione, sesso, attività lavorative) e correlati ai casi di cancro in ambito Nazionale ed Internazionale; se ne è ricavato che non vi era una correlazione diretta tra l'esposizione alle radiazioni e la manifestazione del cancro e, specificatamente, percentualmente il numero di persone colpite non era superiore alla media Nazionale. Un secondo studio analogo è stato condotto, anche, sugli abitanti di Ramsar (Iran), ove la radiazione di fondo è decisamente più elevata rispetto ai già alti valori del Kerala; da 20 mSv/y in media, con picchi di 260 mSv/y. Lo studio citogenetico sulla popolazione di 33086 abitanti non evidenziava alcuna alterazione dei residenti, anche osservando la catena genetica famigliare e per storiografia di residenza. Da questa esperienza si è somministrata una dose di 1.5 Gy (o 1.5 Sv) ad un campione di linfociti senza che ne venisse osservata alcuna aberrazione delle cellule campione prelevate dagli abitanti esposti alle HBR. Ulteriore conferma le ridotte anomalie genetiche riscontrate negli abitanti residenti nelle zone HBR rispetto a quelli residenti in zone con dose di fondo meno elevata successivamente esposti ad elevato livello di radiazioni seppur nel breve periodo. Questo conferma l'ipotesi di una risposta adattativa ad una radiazione di fondo più elevata (Ormesi). Negli esami di laboratorio non sono evidenziabili alterazioni genetiche tra chi è esposto a valori mediamente elevati di radiazioni fondo rispetto a chi vive in aree meno esposte.” [33][34]

“Tutte le fonti di generazione hanno emissioni diverse da quelle chimiche, ovvero radiologiche; tra queste il carbone espone maggiormente di tutte le altre fonti, soprattutto del nucleare. La dose collettiva per le tecnologie di generazione a carbone è 670 - 1400 Sv/m, a seconda dell'età della centrale, mentre quella del nucleare è di 130/uomo/Sv. Seguono geotermica con 5 - 160 Sv/m ed il gas naturale con 55 Sv/m, in coda l'olio combustibile con a 0.03 Sv/m. Secondo una valutazione reale il carbone espone per 0,7 - 1.4 Sv/m/GWe, e 0.43 Sv/m/GWe per il nucleare. Anche facendo riferimento all'intero ciclo del combustibile, il carbone espone molto più del ciclo dell'Uranio. Impossibile, poi, voler fare paragoni tra le emissioni di radiazioni dopo un incidente nucleare e quelle a cui espongono gli impianti di generazione, sia nucleari che non, anche perché, al contrario di quanto troppo spesso affermato, gli incidenti nucleari espongono su aree geograficamente molto ristrette. Sono le conclusioni a cui giungono gli esperti dell'UNSCEAR in relazione all'esposizione alle radiazioni per fonti di generazione elettrica.” [35]

“Uno studio collaborativo internazionale condotto da IARC (International Agency for Research on Cancer) negli anni '90 inerente la categoria dei lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti generate da Uranio, Plutonio e altri elementi transuranici, ha permesso di ricavare dati provenienti da tre Nazioni diverse (Canada, Regno Unito e Stati Uniti) riguardanti circa due milioni di soggetti irradiati in ambito professionale. I risultati concordano nel suggerire che il rischio di mortalità per cancro derivato dall’applicazione del modello LNT sovrastima la mortalità effettiva. L’eccesso relativo di rischio (ERR) valutato da IARC per tutti i tipi di neoplasie, esclusa la leucemia, risulta addirittura negativo e pari a circa -7·10-2 Sv-1, indicando pertanto la possibilità di un effetto ormetico e l’esistenza di una soglia di dose ben definita per esposizioni a basse dosi di radiazioni ionizzanti. Esami periodici (follow up) compiuti in Svezia nell’arco di 20 anni su 35000 pazienti soggetti a diagnosi con I-131 hanno riportato un rateo di insorgenza di tumori alla tiroide pari a 0.62 volte i ratei comunemente attesi con il modello LNT. A questi dati sono da aggiungere quelli pubblicati in uno studio condotto nel 1995 su “Thyroid cancer after diagnostic administration of I-131”, riguardanti l’esposizione a Iodio-131 a scopo terapeutico contro l’ipertiroidismo, i quali dimostrano che dopo la somministrazione di una massiccia dose di iodio radioattivo “nessun incremento di rischio è stato rilevato tra i pazienti diagnosticati in ospedale per ragioni estranee al sospetto di tumore alla tiroide”. Lo studio HBRA (High Background Radiation Area) condotto a Yangjiang, città delle Cina meridionale, in cui è stato misurato un rateo medio annuo di dose legato all'ambiente di circa 5.4 mSv/anno per abitante e l'interpretazione dei dati ottenuti, da parte di Wei L., dimostra la presenza di “una tendenza della mortalità per cancro, nella zona con fondo di radioattività naturale più alto, ad essere minore rispetto a quella nell'area di controllo”. Lo studio UNSCEAR del 2010 sulle conseguenze dell’incidente di Chernobyl indica chiaramente che nessun aumento di incidenza del cancro o della leucemia è stato rilevato nella popolazione maggiormente esposta durante l’incidente o che vive nelle zone maggiormente contaminate; lo stesso dicasi per i casi di cancro fra il personale che eseguì le operazioni di sistemazione dell’impianto e del sito (oltre 500.000 persone che hanno ricevuto dosi comprese fra 10 mSv ed oltre 1 Sv, con una media di 130 mSv), anche se sembra esserci un incremento dei casi di leucemia, peraltro molto minore di quello atteso in base al modello LNT. Numerosi risultati, come quelli finora esposti, fanno presupporre che, per esposizioni a basse dosi e a bassi ratei di dose di radiazioni ionizzanti, non solo sia effettivamente possibile individuare una soglia minima di dose al di sotto della quale non è riscontrabile alcun rischio di danni sanitari stocastici a lungo termine, ma anzi, in numerose occasioni, vi sia la possibilità concreta di un loro effetto benefico per l'organismo umano. Tale effetto consisterebbe in una stimolazione del sistema immunitario e dei naturali meccanismi di difesa biologica e riparazione dei danni subiti, quando l’organismo viene esposto a dosi di radiazioni ionizzanti inferiori alla dose di tolleranza (Ormesi).” [36]

Per un periodo di tempo compreso tra i 9 ed i 22 anni circa 10 mila persone di Taiwan (ma da una stima risulta che potrebbero essere state oltre 15 mila) hanno occupato 1700 appartamenti e scuole realizzati, per un clamoroso errore, con acciaio trattato con Cobalto-60, un radioisotopo ampiamente usato in medicina come nell’industria, il cui tempo di dimezzamento è di t/2 = 5.3 anni. Molti di loro sono stati esposti ad un tasso medio di 0.4 Sv/y (o 400 mSv/y). Applicando la LNT molti di loro si sarebbero dovuti ammalare di cancro, la realtà di uno studio effettuato su queste persone dimostra, invece, che l’incidenza media dei casi di cancro è solo il 3% rispetto ai casi di cancro della popolazione, così come il tasso di malformazioni neonatali del 7%. Anche se molti dei residenti avevano ricevuto dosi totali di radiazioni abbastanza elevate, gli esami medici non hanno evidenziato la presenza di eventuali malattie da radiazioni (esposizione massima fino a 910 mSv). Quando i residenti di uno degli edifici altamente radioattivo hanno citato in giudizio il governo per la compensazione, gli ospedali interessati hanno testimoniato che non avevano alcuna prova che le radiazioni aveva causato alcun effetto nocivo. Poiché sono stati condotti molti studi di aberrazione cromosomica sui sopravvissuti alla bomba atomica giapponese e sui lavoratori del reattore dopo l'incidente di Chernobyl, una serie di analisi di aberrazione cromosomica sono state condotte sui residenti irradiati. Tutti coloro che hanno ricevuto dosi annuali superiori a 15 mSv/y o accumulato dosi superiori a 1 Sv è stato chiesto di fornire un campione di sangue per gli studi di aberrazione cromosomica. Non sono state osservate significative aberrazioni, confrontati con i risultati dei test. Questa valutazione suggerisce che il profilo è coerente con il modello di ormesi e che le radiazioni croniche possono essere una profilassi molto efficace contro il cancro.” [37][38]

Il numero delle vittime per l’incidente nucleare di Fukushima è pari a zero, il numero di morti causati dall’evacuazione forzata imposta dal Governo sono superiori a 1600, superando il numero di decessi nella zona causati dal sisma e dal maremoto, insieme. Il danno che potrebbe essere causato dalla tecnologia nucleare viene amplificato di molte volte utilizzando previsioni di rischio basate sulla LNT. E’ responsabilità dei fisici di insistere nell’affermare oneste valutazioni di rischio e di beneficio.” [39]

Siamo avvolti nelle radiazioni, eppur si continua a non comprenderlo o si fa finta di non comprendere. Pur di diversa origine, le ritroviamo nell’alta atmosfera come nella litosfera, nei cibi e nell’acqua.” [40]

Al Brookhaven National Laboratory, gli scienziati sfruttarono i neutroni emessi dal reattore di ricerca in grafite del laboratorio in un esperimento volto a combattere il cancro al cervello. Nel corso dei due anni, dieci pazienti sono stati trattati con quello che divenne noto come terapia a “cattura di neutroni di boro”. Questa terapia unica consiste nell'iniettare al paziente un isotopo non radioattivo, il Boro-10. Il Boro si raccoglie nel tumore e quando esposto ad un fascio di neutroni assorbe i neutroni in modo che distruggono le cellule tumorali lasciando intatto il tessuto normale circostante. E 'un esempio di come la tecnologia nucleare viene sfruttata per aiutare i medici a combattere il cancro.” [41]

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