Lunedì, Dicembre 10, 2018

visita alla centrale nucleare di Gösgen

Resoconto della visita alla centrale nucleare di Gösgen (Svizzera) del 10 novembre 2013

 

Il giorno 10 novembre 2013 l'associazione culturale no-profit Atomi per la Pace ha promosso la visita guidata alla centrale elettronucleare di Gösgen (in Svizzera, canton Soletta, situata fra le città di Zurigo e Basilea). Detta centrale si trova a circa 100 km in linea d'aria dai confini italiani.

 

La centrale nucleare di Gösgen fu la quarta delle 5 unità nucleari svizzere, se ne avviò la costruzione nel 1973 (l'inizio dell'esercizio commerciale si ebbe nel novembre del 1979) ed è del tipo ad acqua pressurizzata (PWR). Assieme alle altre unità (Beznau, Mühleberg e Leibstadt) produce circa il 40% del fabbisogno elettrico svizzero (la sola centrale di Gösgen ne produce il 15%). Secondo quanto dichiarato la centrale di Gösgen produce energia elettrica a meno di 4 centesimi di euro per kWh prodotto, ed attualmente immette in rete annualmente circa 8 miliardi di chilowattora (sufficienti per alimentare per un anno il fabbisogno di oltre 2 milioni e mezzo di famiglie).

La centrale presenta una potenza netta nominale pari a 985 MW, ed il calore residuo viene smaltito attraverso l'uso di una torre evaporativa (dall'altezza di 150 metri), la quale evapora l'acqua prelevata dal fiume Aare ad un rateo di circa 500 kg di acqua al secondo (pari circa ad un millesimo della portata del fiume). La centrale può funzionare anche con ossidi misti di uranio e plutonio (MOX) - ovvero col prodotto di riciclo delle scorie.

Alla visita hanno preso parte 25 partecipanti giunti da varie parti d'Italia. Dopo un saluto di benvenuto iniziale con rinfresco offerto dallo staff della centrale, i visitatori sono stati introdotti alla delicata tematica del consumo odierno di energia in tutte le applicazioni della vita quotidiana: a tal fine è stato proiettato un filmato esplicativo nel centro espositivo della centrale.

In seguito la visita ha interessato l'area espositiva del centro, in cui si è potuta prendere visione e fotografarele diverse forme per la produzione di energia, focalizzandosi sulla produzione di energia per via nucleare. In particolare è stato illustrato il ciclo di produzione delle pasticche di combustibile di uranio a partire dal minerale uranifero passando per il "yellow cake" (ossidi di uranio derivanti dal processo di concentrazione del metallo). Si è fatto notare che una sola pasticca ceramica di combustibile di uranio (dal diametro di circa 8 millimetri e dall'altezza di 1 centimetro) può fornire l'energia elettrica necessaria per i bisogni di due famiglie per un anno.

Si è assistito dunque alla proiezione di un filmato che ha spiegato sinteticamente i processi fisici alla base della produzione di energia nucleare (reazioni nucleari a catena per mezzo di neutroni). Una sezione assai interessante è stata quella in cui è esposto il funzionamento della camera a nebbia: dalla osservazione della stessa è possibile notare le tracce lasciate dalle particelle cariche che la attraversano, dovute alla radioattività ambientale che ci circonda. A scopo didattico sono state introdotte anche sorgenti radioattive di natura diversa per valutarne l'effetto visivamente.

La visita si è poi spostata in una sezione in cui vari oggetti di uso quotidiano fra cui orologi, ceramiche, sensori antincendio, e sono stati misurati con un contatore di particelle Geiger, fornendo risultati talora inattesi al vasto pubblico.

Infine è stato proiettato un filmato esplicativo che ha illustrato in che modo si intendono smaltire le scorie nucleari in Svizzera, attraverso quali tecnologie, scelte, ecc.

A disposizione dei visitatori erano presenti anche un plastico della centrale che forniva spiegazioni in italiano con animazioni luminose, ed un set di generatori elettrici ad azione manuale, per testare il consumo elettrico dei diversi elettrodomestici in relazione alla capacità muscolare di produrre energia.

Dopo la fase espositiva iniziale ha avuto luogo la seconda parte della visita, dedicata alla visita della centrale vera e propria. I partecipanti sono stati divisi in gruppi di 4-5 ed accompagnati da varie guide di lingua italiana nella sezione convenzionale dell'impianto, l'accesso all'isola nucleare non è di solito consentito.

Dapprima ci si è affacciati sulla sala controllo della centrale, da cui lo staff specializzato, addestrato allo scopo fino a 8 anni, controlla tutti i parametri dell'impianto e regola lo stesso in accordo con le richieste della rete, pronto ad intervenire secondo procedure ben codificate e testate in caso di eventi inattesi. Nella sala controllo si svolgono tre turni lavorativi, e la sorveglianza vige 24 ore al giorno.

In seguito si è visitato il locale turbine, in cui si è potuta prendere visione della turbina di alta pressione e di quelle di bassa pressione in esercizio, con appositi mezzi di protezione individuale dato l'ambiente particolarmente rumoroso. Dopo diciò ci si è portati nella sezione inferiore dell'impianto in cui sono presenti gli essiccatori ed i condensatori, dove peraltro è stato possibile osservare gli smorzatori sismici che tengono i componenti saldamente in sede e che intervengono in caso di sollecitazione sismica al fine di moderarne l'effetto.

Infine si è visitata da vicino la torre evaporativa per lo smaltimento del calore residuo dell'impianto: si ricordi infatti che per questioni termodinamiche due terzi del calore prodotto, come nelle centrali convenzionali, deve essere smaltito nell'ambiente. Molto suggestiva la scena della "pioggia torrenziale" alla base della torre evaporativa.

Il centro espositivo della centrale a conclusione della visita ha messo a disposizione alcune pubblicazioni e del materiale informativo ,in italiano in merito alla centrale nucleare visitata, sul fabbisogno energetico in generale della Svizzera e sull'energia nucleare.

Da rilevare che il rivelatore Geiger depositato per l'intera visita nella sala visitatori attigua alla centrale ha rivelato un fondo naturale (figura sotto - i primi 7 punti sono rilevati nella settimana precente la visita alla centrale, i successivi durante la visita con frequenza di un minuto) più basso di circa il 30% rispetto al fondo naturale medio di una tipica città (0,16 µSv/h).

 

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